domenica 29 giugno 2008

Svelate le tariffe Tim per iPhone 3G?


Con la cautela dovuta in questi casi, circolano sulla rete le prime indiscrezioni ritenute attendibili sui piani che Tim ha intenzione di apparare per iPhone 3G. Come già detto, l’iPhone 3G in versione 8GB avrà un prezzo compreso tra 0 e 199 Euro; prezzi da 69 a 269 Euro, invece, per il modello da 16 GB. Il canone di abbonamento mensile dovrebbe partire da 29 Euro ed avrebbe il limite di 1 GB di navigazione Internet; il Wifi è compreso nel prezzo e - sorpresa - nessun piano prevederebbe traffico dati illimitato.

Ecco nel dettaglio quelli che dovrebbero essere i piani tariffari predisposti dall’operatore:


  • TIM Starter: €29 al mese; telefonate verso tutti a 15 centesimi al minuto più 19 centesimi di scatto alla risposta; SMS 15 centesimi; 1GB di traffico dati; iPhone 8GB a €199, 16GB a €269

  • TIM 250: €49 al mese; 250 minuti di chiamate verso tutti e 100 SMS verso tutti; 1 GB dati. iPhone 8GB a €189, 16GB a €219

  • TIM 600: €79 al mese; 600 minuti verso tutti e 200 SMS verso tutti; 1 GB dati. iPhone 8GB a€149, 16GB a €219

  • TIM 900: €109 al mese; 900 minuti verso tutti e 200 SMS verso Tre e 700 verso gli altri operatori. 1 GB di traffico dati. iPhone 8GB a €99, 16GB a €169

  • TIM Unlimited: €199; 500 minuti verso Tre e 4.500 verso gli altri + 300 SMS verso Tre e 900 verso gli altri + 5 GB di traffico dati. iPhone 8GB a €0, 16GB a €69

Per tutti i piani è prevista una durata di 24 mesi. Ovviamente, queste tariffe sono dei rumor a tutti gli effetti, per quanto giudicati attendibili. E’ bene dunque prenderle con la dovuta cautela e soprattutto, ammettere la possibilità che possano subire cambiamenti al momento del lancio definitivo.

[Via Macitynet-Melablog]

venerdì 27 giugno 2008

Il vostro business con Mac

Se avete un negozio, o una piccola attività commerciale, e magari un mac mini (499 euro), potete gestire il vostro business con alcuni programmi open source per mac. Per la gestione fatture infatti vi viene incontro il programma Invoicex della software house Tnx. Invoicex (in inglese invoice = fattura) viene dato con le seguenti caratteristiche:

  • gestione clienti
  • gestione documenti vendita
  • gestione fatture acquisto
  • gestione articoli e magazzino
  • gestione ordini
  • gestione listini agenti
  • gestione liquidazione iva
  • gestione Ri.ba. e pagamenti
  • Database centralizzato
  • Statistiche
  • Aggiornamento automatico
  • Backup remoto

Accompagnato ad una gestione clienti CRM come vTiger, (utilizzando MAMP magari), può risultare una soluzione davvero utile per gestire il vostro business con Mac.

giovedì 26 giugno 2008

Apache+MySQL+PHP+PHPmyAdmin

MacOSX viene già con il webserver Apache incluso. Per attivarlo è necessario soltanto cliccare su "preferenze di sistema > Condivisione > Condivisione Web". Questo attiva apache ed il modulo per attivare di ogni utente una cartella pubblica: /Users/utente/Sites. 

Il file di configurazione di apache in /etc/apache2/httpd.conf ci permette di implementare anche i moduli classici del webserver, php compreso. Ciononostante qualche geniaccio ci rende la vita più facile con il pacchetto MAMP, che contiene tutto quello che serve per lo sviluppo web (compreso UN'ALTRO demone httpd). 

Il pacchetto è scaricabile all'indirizzo http://mamp.info e contiene Apache2, MySQL, phpmyadmin, phpinfo, ed altre utility per lo sviluppo web. E' compresa una comoda Widget per Dashboard, per monitorare lo stato del demone. MAMP è cugino di XAMMP, EasyPHP ed altre suite simili, ma è focalizzato sul Mac, portandosi con questa filosofia una facile ed intuitiva interfaccia grafica (web) per il suo utilizzo.

mercoledì 25 giugno 2008

Rainbow is better: Come colorare l'output del terminale in maniera semplice ed indolore

Una delle prime cose, imbarazzantemente semplici da realizzare per rendere il nostro terminale su OSX più simile ai terminali sui quali abbiamo smanettato sino ad ora su ogni altra distribuzione linux può essere quella di voler colorare l’output quando chiamiamo la funzione ls.

Scrivo questo articolo poichè ne ho cercati altri simili per risolvere la cosa con pigrizia, ed ottenendo scarsi risultati mi sono “armato di man e pazienza” ed  ho letto, ed ora mi va di rendere le cose più veloci al povero pigro che, come me, desidera un terminale più simpatico con poca fatica.


Fondamentalmente ci sono due modi per risolvere velocemente la questione, il primo è semplicissimo, l’altro è “semplicemente semplice”.


Metodo semplicissimo: Basta digitare man ls per scoprire che, con l’opzione -G possiamo colorare l’output sul terminale con le configurazioni standard della nostra shell, ciò che ci interessa quindi è fare in modo che, ad ogni avvio del terminale, senza la necessità di aggiungere ogni volta l’opzione -G, l’output di ls venga colorato. . . e ci sono in totale due modi per farlo, in base alla nostra volontà di rendere la configurazione globale, o attiva solo per il nostro account.


Nel primo caso dobbiamo andare ad editare il file bashrc conenuto in /etc per cui digiteremo:


sudo nano /etc/bashrc

inseriremo la password ed aggiungeremo in fondo al file il seguente codice:


alias ls=”ls -G”


non ci resta che digitare ctrl+X, salvare le modifiche e riavviare il terminale.


Nel caso sia nostra intenzione abilitare la colorazione solo sul nostro account, senza andare ad editare bashrc e rendere “globali” le modifiche, ci toccherà creare nella nostra home folder (nel caso non l’abbiate già creato personalmente) un file chiamato “ .bash_profile ” ed aggiungere la stessa stringa di prima, per cui digiteremo


nano .bash_profile 


e all’interno del file scriveremo il solito 


alias ls=”ls -G”


e come abbiamo già fatto in precedenza, salveremo e rilanceremo terminale.

Ciò che abbiamo fatto è stato un semplice “chiedere” alla shell di sostituire al comando ls il comando ls -G ogni volta che questo viene digitato.


Il secondo metodo, quello “semplicemente semplice” è un po’ più “smart” ma decisamente più “custom” (per fare i fighi con le parole in inglese XD )  , stavolta non utilizzeremo alias ma giocheremo con le variabili d’ambiente della shell.

Ed anche qui interviene l’inesauribile man che ci insegna due nuove alternative all’opzione -G che sono la variabile CLICOLOR e la variabile LSCOLORS.


Per sommi capi (nonostante il mio consiglio per i più curiosi sia quello di andare a spulciare il man ls) quando CLICOLORS è settata ad 1 i colori nel terminale vengono abilitati secondo la configurazione contenuta in LSCOLORS, variabile che, a questo punto,  merita un attimo d’attenzione.


Il modo di definire LSCOLORS può apparire di primo acchitto molto brutto es: 


LSCOLORS=exfxcxdxbxegedabagacad


Don’t panic, è tutto molto facile, LSCOLORS è definita, come ci dice zio man, da una stringa composta da 11 coppie del tipo “fb” dove f sta per “foreground” e b sta per “background” , a queste lettere va ovviamente sostituito il codice di colore che il terminale dovrà utilizzare: 


                           a     nero

                           b     rosso

                           c     verde

                           d     marrone

                           e     blu

                           f      magenta

                           g     celeste

                           h     grigio chiaro

                           A     nero grassetto (a quanto pare esce grigio)

                           B     rosso grassetto

                           C     verde grassetto

                           D     marrone grassetto (a quanto pare esce giallo)

                           E     blu grassetto

                           F     magenta grassetto

                           G     azzurro grassetto

                           H     grigio chiaro grassetto (a quanto pare esce bianco)

                           x     default 


tutto ciò che ci resta da sapere ora è a cosa corrispondono le 11 coppie con le quali definiamo LSCOLORS,  ed ovviamente anche questo è riportato nella man page:


                           1.   directory

                           2.   symbolic link

                           3.   socket

                           4.   pipe

                           5.   executable

                           6.   block special

                           7.   character special

                           8.   executable with setuid bit set

                           9.   executable with setgid bit set

                         10.  directory writable to others, with sticky bit

                          11.  directory writable to others, without sticky bit


e questo è quanto.


Tutto ciò che ci resta da fare è andare ad editare opportunamente il file /etc/bashrc oppure il file ~/.bash_profile inserendo: 


export CLICOLOR=1


export LSCOLORS=exfxcxdxbxegedabagacad


una votla salvate le modifiche e riavviato il terminale il gioco è fatto. 

Osservate che quella quissù riportata è la configurazione default di LSCOLORS, praticamente identica all'output che darebbe il semplice ls -G, ma in  base a quanto visto fino ad ora, posso personalizzare la stringa e fare in modo che ad esempio, le cartelle, mi appaiano di un volgarissimo “verde su sfondo magenta”, tutto ciò che devo fare è modificare la stringa in questo modo:


cffxcxdxbxegedabagacad


e la cosa kitsch è fatta.



Beh, questo è tutto. . .spero che qualcuno possa trovare nella semplicità di questo tutorial qualcosa di utile od istruttivo.


Buon divertimento.

Come ti buco MacOSX (CVE-2008-2830)

Di recente è stata scoperta una falla in MacOSX (standard e server) che abilita i normali utenti locali del sistema ad ottenere i privilegi di amministratore (root). La falla sfrutta un bug del software di controllo remoto (Apple Remote Desktop). Basta infatti un semplice comando del tipo

osascript -e 'tell app "ARDAgent" to do shell script "whoami"';

Per eseguire in questo caso il comando "whoami" con i privilegi di root.
Questa vulnerabilità viene utilizzata anche dal Trojan Applescript.THT. Quindi attenzione, fin quando Apple non farà uscire una patch.

Riferimenti:

L'iPhone spiegato



Con l'uscita del nuovo iPhone 3G in Italia, le cose si fanno molto interessanti. Non solo perché ci piace fare i fighi con l'iPhone, ma anche perché _forse_ l'uscita del melafonino  sarà una spinta per gli operatori a competere davvero sul mercato delle connessioni ad internet. Connessioni finora vendute col contagocce. E' di oggi l'annuncio di Tim che ci apre ancora di più lo sbavo verso l'immortalità della connessione eterna.

Purtroppo noi siamo Italiani, e conosciamo la Tim. Se prima conoscevamo le magagne dell'operatore che "pur di vendere" non si faceva scrupoli, figuriamoci adesso con l'iPhone. Sul comunicato si legge che in abbonamento (e quindi non sbloccato, dove i prezzi sono già noti ed uguali sia per Tim che per Vodafone) ci sarà un'offerta "tutto compreso", a partire probabimente da 30 euro mensili. In questi 30 euro se andate a vedere il sito dell'offerta, sono inclusi soltanto 1GB di traffico al mese. 

Un amico che fa il rivenditore Tim mi ha detto che l'offerta cambierà per l'iPhone, venendo incontro alle capacità ed applicazioni varie di questo gingillo, che - a parole sue - "sarà sempre connesso". 

Tim ha fatto la sua mossa. Adesso aspettiamo quella di Vodafone. 
Sembra quasi la battaglia Mac Vs PC.